Confindustria Balcani, laboratorio di internazionalizzazione

Confindustria Balcani, laboratorio di internazionalizzazioneAtto costitutivo siglato oggi a Tirana

 

Tirana, 12 apr. (Apcom-Nuova Europa) – Confindustria Balcani come “laboratorio” del nuovo approccio di internazionalizzazione delle imprese italiane che “invece di muoversi in ordine sparso, potranno ora contare su un sistema organizzativo e associativo di riferimento, capace di soddisfare la fortissima esigenza di rappresentatività che abbiamo riscontrato nelle imprese italiane presenti in questa regione”. Così Federico Landi, Vicedirettore per l’Organizzazione dello sviluppo associativo di Confindustria, descrive ad Apcom le ragioni che hanno indotto Viale dell’Astronomia a dare luce verde alla nascita di Confindustria Balcani, il cui atto costitutivo è stato siglato oggi a Tirana. Presente l’ambasciatore italiano in Albania, Saba D’Elia, il quale, insieme al collega in Bulgaria, Stefano Benazzo, ha seguito dall’inizio la genesi di questo progetto pressochè inedito nella storia dell’associazionismo imprenditoriale italiano all’estero.

 

Proprio dal Comitato degli imprenditori italiani in Bulgaria (Ciib) – con dieci anni di storia e oltre 200 aziende iscritte- nasce infatti l’idea di riunire sotto il cappello di Confindustria le associazioni degli imprenditori italiani all’estero: oltre al presidente Ciib, Massimo Bartocci, a siglare il documento ci sono anche Giovanni Degennaro, presidente dell’Associazione degli imprenditori italiani in Albania (Aiioa, con 100 aziende) e Nagib Fejzi delegato dell’Associazione dell’imprenditoria Italo – macedone (Aiim, con 50 aziende).

 

L’adesione è stata inoltre già confermata anche da Sistema, Forum per lo sviluppo delle relazioni economiche e sociali tra Italia e Serbia con altre 100 aziende, così il Comitato consultivo degli imprenditori italiani in Croazia (50 aziende), si è aggiunto alla cordata della prima ora. La nuova Confindustria Balcani – che avrà una configurazione di tipo federale con presidenza a rotazione delle singole associazioni che la compongono – è aperta all’adesione, già a settembre, di Romania, Bosnia-Erzegovina e Croazia. Senza senza escludere il Kosovo e il Montenegro.

 

“Ogni paese, dunque ogni differente associazione, ha un approccio trasversale alla nuova realtà associativa a cui diamo oggi vita sulla base delle differenti storie dell’imprenditoria italiana in quel territorio e, dunque, dei differenti interessi che vi possono convergere” spiega Federico Cassi, Segretario generale del Ciib. “Se, ad esempio, in Bulgaria possiamo vantare una presenza matura e consolidata grazie anche all’approdo di aziende che rientrano tra i primi 20 gruppi del manifatturiero italiano come Miroglio tessile, Italcementi, ma anche, più recentemente Mapei – illustra Cassi – oggi è certamente la Serbia che, anche alla luce dello sbarco di Fiat, offre le più immediate e interessanti opportunità di crescita per le aziende italiane. Laddove paesi come Bosnia, Montenegro e Kosovo cercano in Confindustria Balcani un volano per attirare investitori capaci di cogliere un potenziale di sviluppo elevato, ma che – anche a causa dell’instabilità politico istituzionale di questi paesi – resta ancora inesplorato e sottovalutato”.

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