Confindustria: Investite, torna la crescita nel 2013 Riunita a Bucarest federazione delle imprese italiane nell’area

Belgrado,  5 ott. (TMNews) – Pagato lo scotto da contagio della crisi nella vicina Eurozona, i Balcani vedranno tornare le loro economie a crescere già nel prossimo anno e, comunque, in tempi molto più rapidi che nella Vecchia Europa. Coniugando la forza delle economie emergenti con la vicinanza geografica e la maggiore integrazione “questo angolo d’Europa conta molto di più per i nostri fatturati” che il gigante Cina. Così il presidente di Confindustria Balcani, Luigi Salvadori, è tornato ad invitare le aziende italiane a scommettere oltre Adriatico, intervenendo a Bucarest all’Assemblea generale della federazione costituita nel
2010 tra gli imprenditori italiani operativi in Bulgaria, Bosnia, Macedonia, Moldova, Romania e Serbia.

Duramente colpiti dalla crisi di domanda nell’Eurozona, loro principale mercato di sbocco, i Balcani “sono tra quanti hanno resistito meglio alla crisi e rivedranno già nel 2013 la crescita
ben lontana, temo invece, per l’Italia” ha indicato Marco Esposito, vice presidente esecutivo di ‘Unicredit Tiriac Bank’, anch’egli intervenuto ieri alla riunione romena.

Le previsioni di crescita 2013 del Fondo monetario internazionale (Fmi) vedono in area positiva, non inferiore all’1%, tutti I Paesi sopra citati, ma anche Albania e Montenegro, con picchi intorno al 3% per Macedonia, Romania e Serbia e del 4% per il Kosovo. Unica eccezione la Croazia – nuovo Membro Ue da luglio prossimo – che dovrebbe chiudere l’anno in recessione per tornare, comunque, a crescere nei 12 mesi successivi.

Alle favorevoli aspettative macroeconoiche, nei Balcani si affiancano i fattori di competitività la cui assenza penalizza, invece, il business climate italiano: basso costo del lavoro e dell’energia, oltre che la fiscalità favorevole, che oscilla tra il 9% della tassa sul reddito di impresa applicata in Montenegro, fino al 20% prelevato in Croazia. “Valori per noi italiani da sogno” ha sintetizzato Esposito, di Unicredit.

Non è un caso che – sempre secondo i dati dell’istituto finanziario – la presenza di aziende italiane nel Centro Est Europa (Cee) è quattro volte superiore a quella in Cina.
Nonostante, poi, la popolazione cinese sia tre volte e mezzo quella della Cee, l’import italiano da quest’area supera di una volta e mezzo quello dal gigante asiatico, mentre l’export di ben
sei volte e mezzo.

Resta, inoltre, la preziosa opportunità di sfruttare il vantaggio degli accordi di libero scambio con la Russia di cui beneficia il ‘made in Serbia’ ed anche con Ucraina e Kazakistan per le
produzioni in Moldova, dove Confindustria Balcani associa una settantina di aziende.

In base ai dati illustrati, Romania e Bulgaria, i due Paesi dell’area già parte dell’Ue, segnano la
maggiore presenza imprenditoriale italiana con, rispettivamente, 15.700 e 1000 aziende registrate. Seguono Albania (300), Serbia (250), Croazia (200), Macedonia (80) e Bosnia (60).

Tenendo conto che “il 90% delle imprese italiane sono piccole e medie contano meno di 50 dipendenti, è giusto guardare ai BRIC, ma anche considerare che per lontananza e dimensione quest’area di rivela strategica solo per una piccola fetta del sistema industriale nazionale” ha raccomandato Luca Serena, vicepresidente di Confindustria Balcani.

“Come italiani – ha aggiunto – sappiamo che le aziende che oggi chiudono in positivo sono quelle con una componente estera di produzione o esportazione. Sappiamo anche quanto
l’internazionalizzazione rappresenti un’arma sempre più importante, lo spartiacque tra sopravvivenza o meno delle nostre imprese”.


Balcani/ Oggi a Bucarest riunite Confindustrie della regione Assemblea generale su nuove sfide internazionalizzazione

Bucarest,  4 ott. (TMNews) – Si tiene oggi a Bucarest l’Assemblea generale 2012 di Confindustria Balcani, dedicata quest’anno al tema ‘Il sistema Confindustria all’estero, i risultati raggiunti, le sfide per il futuro. I lavori, che verranno inaugurati dal Presidente di Confindustria Romania, Mauro Maria Angelini, saranno occasione per trarre un primo bilancio a due anni dalla nascita della federazione presieduta da Luigi Salvadori
costituita nel 2010 tra tutte le associazioni di imprenditori italiani operative nei Balcani: interverranno i presidenti delle Confindustrie di Bulgaria, Macedonia, Moldavia e Serbia. Atteso anche il contributo di Unicredit Tirac Bank e Sace. Il presidente di Confindustria, Giogrio Squinzi, ha inviato un messaggio di sostegno al progetto, tenuto a battesimo durante la presidenza Marcegaglia.

Ai lavori dell’Assemblea generale seguiranno quelli del Forum economico 2012 con focus su ‘Finanza e manifatturiero’. Il primo ministro romeno Victor Ponta invierà un saluto mentre sono in agenda numerosi interventi dei rappresentanti della Commissione europea, così come delle associazioni imprenditoriali e bancarie romene.

Confidustria Balcani, un progetto sostenuto da Unicredit, raggruppa oggi oltre mille imprese italiane operative nella regione per circa 130.000 posti di lavoro. L’Italia rappresenta uno dei principali partner commerciale dei Balcani, regione che vale, nel suo complesso, circa 50 milioni di consumatori e dove, nel 2011, l’export italiano ha raggiunto 11 miliardi di euro, un
volume superiore a quello della Cina o a quello di Brasile ed India insieme.

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